4 mag 2017

Konsumer Italia entra in OIC. Intervista al Presidente Fabrizio Premuti

Proposta di legge Petrini giusto equilibrio tra necessita' osservare rispetto verso il cittadino e dare i giusti strumenti di manovra per le imprese

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Konsumer Italia entra in OIC. Intervista al Presidente Fabrizio Premuti

Una nuova Associazione si e' unita all'Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC). Si tratta di Konsumer Italia, attiva in tutto il territorio nazionale, con lo scopo di tutelare i diritti dei consumatori, della salute e dell'ambiente. Abbiamo intervistato il Presidente, Fabrizio Premuti, per conoscere meglio l'Associazione, chiedergli cosa li ha spinti a unirsi all'OIC e la sua opinione in merito alla proposta di riforma del settore della tutela del credito sostenuta dell'Osservatorio.

Presidente, ci puo' parlare di Konsumer Italia? Quali sono le sue caratteristiche e in cosa e' specializzata?
Con piacere, Konsumer nasce dalla volonta' di mantenere l'impianto di settori e professionalita' che militavano in un'altra organizzazione dove non si condividevano le scelte che erano in essere. Alla base di questa scelta la condivisione di un modello consumerista che operava a contatto diretto con i consumatori, prendendo spunto nelle proprie azioni direttamente dalle criticita' che si rappresentavano anche solo individualmente e cercando di studiarne le dinamiche collettive che ne derivavano. Grazie a quelle professionalita' oggi Konsumer e' presente in tutta Italia con circa 110 sedi o help point. I settori in cui siamo particolarmente presenti ed attivi sono quello Bancario, quello Assicurativo, della sicurezza alimentare, della sanita', l'auto, l'energia, tributario e fiscale, del recupero crediti, ma senza dimenticare gli altri in cui comunque assicuriamo assistenza e consulenza.

Perche' la sua Associazione ha deciso di entrare a far parte dell'Osservatorio Imprese e Consumatori? Cosa vi e' piaciuto di questa iniziativa?
Riteniamo di particolare importanza l'esperienza che si sta maturando all'interno di OIC, il dialogo tra imprese e consumatori e' mettere in diretto contatto chi produce e chi consuma, unire le forze condividendo criticita' e proposte, permette di essere veicoli di indirizzo anche per la politica riportandola ad interessarsi dei veri problemi dei cittadini e non di se stessa come purtroppo e' avvenuto in questi ultimi anni. Credo molto nei percorsi in cui si incontrino diversi, ma collegati, interessi, questo porta inevitabilmente ad una politica del "CON" e non del "contro", poi all'applicazione sul campo di ogni singolo protagonista, che osserviamo importante in OIC, la possibilita' di avere quella capacita' di proposizione che fa la differenza con agglomerati di interesse clientelare che non e' difficile osservare altrove.

Cosa si aspetta di realizzare in futuro grazie a questa collaborazione?
Mi aspetto di realizzare cio' in cui i Consumatori non sono stati mai capaci di avventurarsi, un fronte unito teso al bene comune in cui l'impresa non sia il demonio dispensatore di pratiche commerciali scorrette, di pubblicita' ingannevoli, di pratiche antietiche, ma un partner a cui vanno riconosciuti i giusti meriti, la giusta ed equa remunerazione del capitale impegnato, con cui condividere, in totale trasparenza, una crescita complessiva del mercato nel rispetto di chi il mercato lo crea, il consumo, il consumatore.

L'Osservatorio Imprese e Consumatori ha deciso di appoggiare la proposta di legge in materia di recupero crediti "Disciplina dei servizi per la tutela del credito", presentata dall'onorevole Paolo Petrini. Qual e' la sua opinione a riguardo?
Una nuova regolamentazione del settore va assolutamente fatta, come detto in precedenza, questa deve osservare rispetto verso il cittadino consumatore, dare i giusti strumenti di manovra per le imprese. Riconosco alla proposta di legge dell'On. Petrini il giusto equilibrio tra queste due necessita', tra l'altro in un campo dove certamente le societa' di recupero crediti piu' responsabili sono state costrette ad essere accumunate ad imprese prive di scrupoli, nel migliore dei casi leggere rispetto all'applicazione di un'etica e di una trasparenza che differenzia l'attivita' legale del recupero crediti dalla persecuzione sociale del cittadino debitore.

La proposta di riforma prevede la creazione di un Organismo pluralistico di controllo e regolazione, presieduto dal ministero della Giustizia, che riunirebbe allo stesso tavolo tutti gli stakeholder del settore. ├ł d'accordo con questa scelta?
Assolutamente si', riunire allo stesso tavolo, che puo' rivelarsi una vera cabina di regia, tutti i portatori di interesse e di rappresentanza permettera' di prevenire le storture a cui abbiamo assistito nel passato ed a cui non e' infrequente assistere anche nel presente. Ma vado oltre, ammettere l'esigenza di un organismo permanente di controllo e regolazione e' di per se uno scatto di responsabilita' sociale a cui gli operatori meno responsabili ed i cittadini disinteressati del proprio stato debitorio farebbero volentieri a meno, gia' questo permette di valutare positivamente questa innovazione.

Nel settore della tutela del credito sono frequenti i contenziosi giudiziali. La registrazione delle telefonate prevista nella proposta puo' essere la soluzione?
Mettiamoci in testa che il contenzioso giudiziario in molti casi e' strumentale e l'enorme numero di Avvocati che registriamo nel nostro Paese in qualche modo lo giustifica. Pero' anche rispetto a questa innovazione del modus operandi delle agenzie non possiamo che registrare il perseguire la strada della certificazione delle attivita' stesse verso il Cittadino, almeno in questo la barriera alla strumentalizzazione si alzerebbe permettendo una notevole diminuzione delle attivita' di ricorso alla via giudiziaria.

Tra le proposte e' prevista anche l'istituzione di un Fondo di Solidarieta' per aiutare coloro che si trovano in una situazione di difficolta'. Cosa ne pensa?
Questo e' un altro punto che vincolo alla responsabilita' sociale d'impresa e del modello di business, forse e' la massima espressione di responsabilita' che viene direttamente da chi meglio di tutti conosce questo segmento di mercato, quindi chi meglio di tutti puo' conoscere l'effettivo stato del debitore differenziando con grande precisione chi non puo' pagare da chi non vuol pagare, da chi del debito ne ricava il proprio anomalo ammortizzatore sociale personale incurante delle conseguenze che questo comporta non solo per chi e' titolare del credito, ma per l'intero mercato. Ecco, il fondo puo' intervenire ed aiutare i primi e spero non solo attraverso un benefit economico, ma anche di formazione e instillazione delle basi che portano all'uso responsabile del denaro e delle risorse economiche. Spero, in ultima analisi, che possano essere prese ad esempio le procedure e le attivita' che chi ha maggiori esperienze puo' portare all'istaurazione e gestione del fondo, come il Consap S.p.A.

Condivide la necessita' di intervenire a livello normativo per garantire alle societa' di recupero crediti l'utilizzo delle banche dati piu' idonee, per poter rintracciare il debitore che si renda irreperibile?
Entriamo in uno dei territori maggiormente disseminati di mine, quello della riservatezza dei dati personali. Un territorio su cui, personalmente, credo si monti piu' fumo che arrosto dovuto ad un immaginario collettivo pregno di buone intenzioni ma non corrispondente alla realta'. Viviamo l'epoca degli smartphone, delle scatole nere, delle telecamere, di internet, cioe' viviamo nel tempo in cui rinunciamo tutti ad una enorme fetta di riservatezza in modo del tutto spontaneo ed in alcuni casi voluto in modo piu' che consapevole. Con questo non voglio dire che si debba aprire tutto a tutti o che non ci sia bisogno di tutela, voglio dire che la tutela deve essere corrispondente al tempo ed al modo in cui viviamo. Per questo cercare di tutelare chi risponde delle proprie azioni passa anche per riuscire a scoprire chi con scienza e coscienza inganna con la volonta' di ingannare, quindi certamente nei confronti di questi soggetti vanno dati strumenti anche non convenzionali, la proposta di legge si limita a quelli convenzionali, le banche dati; la mia risposta e' quindi si, aprire verso questi soggetti tutti i cassetti da cui possano scaturire informazioni utili a riportarli verso l'assolvimento delle proprie obbligazioni.

Oipa Magazine



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