17 apr 2017

Ddl Recupero Crediti, intervista all'avvocato Bisogni

Proposta equilibrata che permetterebbe al settore di fare un vero salto di qualita'

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Ddl Recupero Crediti, intervista all

Il recupero crediti, anche alla luce dell'attuale situazione economica, sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, confermandosi un settore strategico per gli equilibri economici del Paese. Tuttavia, nonostante l'importanza e la delicatezza dell'attivita' svolta, il settore si trova costretto a dover operare in un quadro normativo non sempre chiaro e organico, che causa diverse difficolta' al comparto.
Abbiamo intervistato l'avvocato Elia Bisogni, avvocato del Foro di Napoli ed esperto in diritto tributario, societario e recupero crediti, per conoscere le difficolta' che a causa di una normativa non adeguata sono costrette ad affrontare le societa' di recupero crediti e la sua opinione in merito alla proposta di riforma presentata dall'onorevole Paolo Petrini, "Disciplina dei servizi per la tutela del credito".

Avvocato Bisogni, da diversi anni lavora nel settore della tutela del credito, quali crede siano le criticita' che dovrebbero essere affrontate per migliorare il comparto?
La principale problematica del settore della tutela del credito e' l'assenza di una normativa organica al passo con i tempi e le diverse esigenze. Le norme che regolano questo settore risalgono, infatti, al 1931 (Tulps – Testo unico leggi di pubblica sicurezza), ai tempi di Vittorio Emanuele III. Da allora le uniche modifiche si sono concretizzate nell'emanazione di circolari ministeriali, tese a disciplinare solo dettagli marginali, senza definire in modo univoco le modalita' e i limiti dell'attivita'. Le societa' che si occupano di tutela del credito sono costrette a operare in un contesto normativo poco chiaro, che non permette loro di crescere come dovuto, ma allo stesso tempo non viene garantito il giusto controllo sul loro operato. Questo comporta inevitabili ripercussioni per i consumatori, ai quali non sono garantite le giuste tutele, e per i creditori che, non riuscendo a ottenere quanto loro dovuto, possono andare incontro a situazioni disastrose. Basti pensare a quante imprese sono state costrette a chiudere a causa dei ritardati e mancati pagamenti da parte della Pubblica amministrazione.
Inoltre, anche a causa della mancanza di una regolamentazione solida e organica che disciplini l'attivita', il settore della tutela del credito viene spesso criticato dai media e inviso da larga parte dell'opinione pubblica. Si tratta, invece, di un'attivita' fondamentale per la tenuta del sistema economico del Paese, che non puo' funzionare se chi ne fa parte non rispetta i propri obblighi e non onora i propri debiti. I servizi per la gestione e la tutela del credito, se svolti con equita', professionalita', trasparenza e correttezza, rappresentano un servizio non solo per i creditori, ma anche per i debitori. Il lavoro delle societa' di recupero crediti consiste, infatti, nell'indicare al consumatore la giusta via da seguire per affrontare la propria problematica, individuando la soluzione piu' appropriata alle proprie esigenze.
Per questo sono felice sia stata presentata dall'onorevole Paolo Petrini una proposta di legge che intende riformare l'intero settore. Un intervento organico che si aspetta da molti anni.

Cosa l'ha convinta della bonta' della riforma?
Si tratta di una proposta equilibrata che permetterebbe al settore di fare un vero salto di qualita', garantendo la tutela dei consumatori, agevolando l'attivita' delle societa' di recupero crediti e aiutando i creditori a ottenere quanto dovuto. Una proposta che tiene in considerazione gli interessi di tutte le parti coinvolte.
Ottima la proposta di costituire un Organismo pluralistico di controllo e regolazione, composto da tutti gli stakeholder del comparto e presieduto dal ministero della Giustizia, al quale spetterebbe il rilascio di una apposita autorizzazione per lo svolgimento delle attivita'. Questo garantirebbe, infatti, il giusto controllo e la possibilita' da parte di tutti di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano il settore.
Di grande importanza poi l'introduzione della formazione obbligatoria per gli operatori del settore e la creazione di un Fondo di Solidarieta' che interverrebbe per aiutare coloro che si trovano in una situazione di difficolta'. Prevista inoltre l'introduzione della registrazione delle telefonate, effettuate e ricevute nel corso dei processi di sollecito e di recupero, come deterrente nei confronti di possibili comportamenti scorretti e per limitare i contenziosi. Infine, e' condivisibile la proposta dell'introduzione di misure per agevolare il rintraccio del debitore irreperibile, permettendo l'accesso, esclusivamente per gli operatori del settore, a banche dati nel rispetto della normativa sulla privacy.

Questa proposta, dovesse essere approvata, comporterebbe oneri aggiuntivi per le societa' di recupero crediti?
Nessuno, poiche' non esistono limitazioni di fatturato per accedere in questo nuovo albo. Le societa' di recupero crediti, che operano eticamente e nel rispetto della normativa, sarebbero avvantaggiate nel proprio lavoro. Grazie alla possibilita' di accedere a banche dati dedicate, avrebbero la possibilita' di rintracciare con piu' facilita' il debitore irreperibile e grazie all'introduzione della registrazione delle telefonate, nel caso di accuse ingiuste, potrebbero dimostrare la propria correttezza. Inoltre, sedendo allo stesso tavolo degli altri attori del settore nell'ambito dell'Organismo di controllo e regolazione, sarebbe possibile individuare e risolvere le diverse problematiche che non permettono all'attivita' di migliorare. Personalmente vedo solo vantaggi per le societa' di recupero crediti, compresa l'obbligatorieta' della formazione che metterebbe in atto un vero processo di professionalizzazione, l'unica strada per far crescere il settore garantendo al contempo la tutela dei consumatori.

Avvocato, crede che una tale riforma possa essere in contrasto con gli interessi della classe forense?
Assolutamente no. La riforma non puo' che essere una boccata di ossigeno per gli avvocati che si occupano di recupero crediti poiche', in tal modo, grazie alla funzione di filtro in fase stragiudiziale posto in essere dalle societa' di recupero crediti e percio' all'effetto deflativo sul contenzioso, gli avvocati si troverebbero solo ad affrontare giudizi in materia di recupero crediti di un certo rilievo e spessore, evitando di intasare i Tribunali con cause c.d. bagatellari.
Anche per questo motivo e' fondamentale che la competenza sia demandata al Ministero delle Giustizia, unico interlocutore istituzionale di questa riforma che vede protagonisti una pluralita' di attori uniti per un'unica finalita': tutelare il credito per rilanciare l'economia.


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